Villa Costanza

Progetto Salvatori: Villa Costanza, Forte dei Marmi

Insieme a Michele Vitaloni abbiamo lavorato alle superfici in pietra di Villa Costanza, boutique hotel nel centro storico di Forte dei Marmi, e a una texture personalizzata, Apuane, che interpreta in chiave contemporanea il profilo delle montagne della Versilia. Scopriamo di più attraverso le parole del progettista.

Puoi parlarci del progetto? Quale è stata l’ispirazione che ha guidato il design?
Villa Costanza nasce dalla visione di Gianluca e Laura Conti, che hanno affidato al nostro studio la trasformazione di una proprietà nel cuore di Forte dei Marmi in un boutique hotel. Fin dal primo incontro abbiamo condiviso un obiettivo: realizzare non una semplice struttura ricettiva, ma una destinazione fatta di emozioni, dettagli e identità, capace di accogliere gli ospiti con l’eleganza e l’autenticità di questo territorio.

Villa Costanza è un omaggio alla Versilia e al dialogo tra mare, natura, arte e architettura che la rende unica. Si trova nel centro storico di Forte dei Marmi, a pochi passi dal mare, e racconta l’anima del luogo con una visione contemporanea e senza tempo.

La Versilia è da sempre una delle mie fonti di ispirazione. Da una parte l’orizzonte del mare, dall’altra le Alpi Apuane, da cui nasce il marmo che ha scritto la storia dell’arte e dell’architettura. Dall’incontro di questi due elementi prende forma il concept.

Nel mio linguaggio progettuale il mare diventa la linea orizzontale: equilibrio, leggerezza, libertà. Le Alpi Apuane diventano la linea verticale: forza, identità, memoria. Il progetto poggia sull’equilibrio tra queste due geometrie, che definiscono spazi, proporzioni ed esperienza percettiva degli ambienti.

L’ispirazione architettonica richiama il Razionalismo italiano degli anni Trenta, riletto con sensibilità contemporanea. Il marmo di Carrara, la Pietra d’Avola, l’ottone, il noce canaletto e le tonalità del turchese dialogano in un’atmosfera raffinata e accogliente, legata al territorio.

Per me il lusso non è ostentazione, ma armonia: emozionare attraverso la luce, la materia e la cura del dettaglio. Villa Costanza è stata pensata come un abito sartoriale, in cui ogni elemento contribuisce a un’esperienza autentica e memorabile.

Cosa ti ha spinto a scegliere questi prodotti Salvatori?
Quando progetto cerco materiali che abbiano un’anima, una storia da raccontare, la capacità di emozionare con la loro materia. Salvatori ha trasformato la pietra naturale in un linguaggio contemporaneo, senza perderne autenticità e valore culturale.

Per Villa Costanza cercavamo superfici che dialogassero con l’architettura e con la luce, oltre la funzione decorativa. Le texture e le lavorazioni di Salvatori diventano paesaggi materici, che richiamano le stratificazioni della pietra e la ricchezza del territorio apuano.

Da questo legame è nata anche una collaborazione per me significativa: ho personalizzato per Salvatori una texture, Apuane, un disegno di linee asimmetriche che interpreta in chiave contemporanea il profilo delle montagne e le stratificazioni naturali della pietra.

Apuane nasce dall’osservazione quotidiana del paesaggio versiliese. È la sintesi tra la forza verticale delle montagne e la libertà compositiva della natura: un segno semplice che racconta un territorio, una memoria, una filosofia progettuale.

Vedere questa ricerca diventare una superficie reale è stata una grande soddisfazione. È l’incontro tra la mia visione e la manifattura italiana che Salvatori porta nel mondo.

Quali sono gli aspetti dello stile Salvatori in cui ti ritrovi?
Mi ritrovo nel rispetto che Salvatori dimostra verso la materia naturale. Trovo affascinante la capacità di innovare senza perdere il legame con la tradizione artigianale italiana: ogni prodotto nasce da una ricerca che non cerca l’eccesso, ma l’essenza.

È un approccio vicino al mio modo di progettare: lasciare che siano la luce, le proporzioni e i materiali a raccontare lo spazio. Apprezzo anche la capacità di rendere la pietra contemporanea e senza tempo, con quel senso di autenticità che per me è oggi la vera forma di lusso.

Com’è stato lavorare con Salvatori?
È stata un’esperienza di forte sintonia progettuale e umana. Ho trovato un team competente e appassionato, capace di comprendere subito la visione del progetto. Quando esiste una cultura comune del design e della qualità, il dialogo diventa naturale e il risultato ne beneficia.

Per me significa anche qualcosa di più personale. Negli anni si è creato un bel rapporto con Gabriele Salvatori, che stimo come persona e come professionista. Siamo entrambi versiliesi: condividiamo l’amore per il nostro territorio e una sensibilità comune verso design, architettura, materia e saper fare italiano.

Ogni incontro con Gabriele è un’occasione di confronto. Parliamo di design, di impresa, di cultura del progetto e del futuro del nostro settore. Sono conversazioni che mi arricchiscono e mi permettono di guardare il nostro lavoro da prospettive diverse. Credo che il confronto con persone di valore sia uno degli strumenti più importanti per crescere.

La qualità di un’azienda si misura nei prodotti, ma soprattutto nelle persone. In Salvatori ho trovato professionisti che uniscono innovazione, competenza tecnica e attenzione al dettaglio, aspetti essenziali per progetti di alto livello.

Apprezzo l’equilibrio, raro, tra qualità manifatturiera, ricerca contemporanea e autenticità: una realtà che porta nel mondo una visione raffinata del design italiano senza perdere le proprie radici. Cultura del progetto, qualità umana e amore per la materia ne fanno un partner con cui è sempre un piacere collaborare.

Il cliente è rimasto soddisfatto?
Sì. La soddisfazione più grande è vedere come gli ospiti percepiscono gli spazi ancora prima di comprenderli razionalmente. La materia naturale ha una forza comunicativa che i prodotti Salvatori hanno contribuito a trasformare in un’atmosfera di eleganza discreta e sofisticata.

Il cliente ha apprezzato la qualità estetica di superfici e lavorazioni, ma soprattutto la capacità dei materiali di diventare parte dell’identità del progetto.

Per noi di Salvatori c’è un forte legame fra design e musica. Vuoi condividere con noi le tue 10 canzoni preferite che ti aiutano a prendere ispirazione quando disegni e progetti?
La musica fa parte della mia vita da sempre. Sono cresciuto in una famiglia di appassionati: mio padre ha sempre suonato il pianoforte e la chitarra e cantato canzoni che porto ancora nel cuore. Quelle melodie hanno accompagnato la mia infanzia e formato la mia sensibilità, anche nel modo di osservare il mondo e di progettare.

Oggi è la mia principale fonte di ispirazione creativa, una passione viscerale. Quando progetto ascolto musica di continuo: mi aiuta a immaginare gli spazi, a costruire atmosfere, a trovare equilibrio tra emozione e razionalità. Architettura e musica condividono armonia, ritmo, proporzione, tensione ed emozione. Come una canzone lascia un segno con poche note, un progetto deve emozionare attraverso luce, materia e spazio.

Se dovessi raccontarmi attraverso la musica, sceglierei queste dieci canzoni:

  1. Michael Gem Club: “Michael”
  2. Radiohead: “Exit Music (For a Film)”
  3. Lucio Battisti: “Emozioni”
  4. David Bowie: “Life on Mars?”
  5. Dardust: “Riviera”
  6. Damien Rice: “The Blower’s Daughter”
  7. Fabio Concato: “Fiore di Maggio”
  8. Ennio Morricone: “Gabriel’s Oboe”
  9. The Rolling Stones: “Angie”
  10. Coldplay: “Hypnotised”

In fondo, musica e architettura hanno la stessa missione: lasciare un’emozione che duri nel tempo. Le canzoni che ascoltavo da bambino, seduto accanto a mio padre, sono ancora parte della mia creatività. Se la Versilia, con il mare e le Alpi Apuane, è il paesaggio che ispira la mia architettura, la musica è il paesaggio che ispira la mia anima. Molte delle emozioni che cerco di portare nei progetti nascono da una melodia, da una voce o da un ricordo che riesce a fermare il tempo.

Progetto: Michele Vitaloni
Fotografo: Diego Laurino

Progetto Salvatori: Villa Costanza, Forte dei Marmi
Progetto Salvatori: Villa Costanza, Forte dei Marmi
Progetto Salvatori: Villa Costanza, Forte dei Marmi
Progetto Salvatori: Villa Costanza, Forte dei Marmi
Michele Vitaloni
Progetto Salvatori: Villa Costanza, Forte dei Marmi
Progetto Salvatori: Villa Costanza, Forte dei Marmi

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